vivere all'estero

Vivere all’estero, la domenica

Caro diario,

La nostalgia della domenica si manifesta e colpisce con pugni a volte più forti e a volte più tenui, oggi si presenta in una forma più leggera, i cui sintomi portano a scrollare le vecchie immagini di Instagram facendo ammettere a me stessa che la nostalgia dei tempi felici in realtà non se ne è mai andata e vedendo la quantità di anni passati ed eventi che hanno toccato la nostra pelle penso anche che non se ne andrà mai e continuerà a colpire un po’ come se fosse un suo diritto, come se avessimo ancora dei conti in sospeso con lei e che possa quindi esercitare su di noi un potere assoluto a cui non possiamo sottrarci.

È strano, lo so, che si pensi alla nostalgia come a una malattia, o come uno strozzino che torna da te perché sa esattamente dove vivi e sa perfettamente che dentro le domeniche si trova sempre spazio per le reminiscenze più dolci.

Quindi oggi abito nel mio stato d’animo pungente osservando che, nonostante dicano che i 30 vengono ancora classificati come giovinezza, ho alle spalle molto vissuto e allo stesso tempo ormai, appena percepisco lo scorrere dei giorni e come questi ci scivolano dalle mani. Perché fondamentalmente viviamo aspettando il venerdì.

 

La mia nostalgia si ramifica dentro lo stomaco perché l’idea dell’assoluta spensieratezza ahimè rincorre sempre tutti noi che sperimentano l’ansia della prestazione ogni giorno, l’affanno della vita adulta.

E quindi ho deciso oggi di lasciarmi attanagliare da questo essere chiamato nostalgia che mi caratterizza, come se dentro la parola Ambra il sentimento stesso albergasse tra gli spazi delle lettere di questo nome o si appoggiasse dentro la A.

 

Vorrei lasciare un saluto, un segno, la firma della domenica sera, per far sentire a quelli che come me che non siamo soli in un mondo che corre dietro all’immediatezza, ma che ci siamo ancora, e la domenica scriviamo.

Ci siamo ancora noi, la cui essenza più pura sembra che se desprenda nella solitudine salotto di casa mentre una luce calida illumina un foglio digitale, riflesso di un sorriso stanco che ha reso un fine settimana un mordace materiale indelebile per il futuro, per un’altra domenica affaticata. 

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